Analisi e fatti sociali
L’ educazione della famiglia
Un corretto modello educativo parte dalla Famiglia ed è garantito dallo Stato
Rapportarsi agli altri è sempre l’oggetto di un” modo” che denota l’educazione ricevuta in ambito familiare.
Famiglia come istituzione, ma anche come gestrice di bisogni da quelli primordiali (esempio, mangiare, bere, dormire etc.), a quelli affettivi (carezze, coccole, amore, etc.) secondo la scala dello psicologo americano Abraham Maslow .
La famiglia nel ruolo della madre e del padre, concorre anche alla formazione del carattere, per cui si dice che il portamento del figlio sottointende il sistema educativo ricevuto.
Nel tempo, diversi sono stati i modelli familiari in grado di manifestare attraverso la comunicazione, sia verbale che non verbale, atteggiamenti e comportamenti che fanno dire: “ è una persona educata”.
Andando a fondo, si comprende l’importanza del ruolo femminile e di quello maschile, cioè della mamma e del papà, nell’educazione dei propri figli , specie quando gli stessi fanno il loro ingresso nelle successive tappe istituzionali della scuola e poi,in quelle del mondo lavorativo.
A questo punto se la famiglia difetta nel suo ruolo istituzionale, ecco che i comportamenti dei figli diventano devianti, rispetto ad un corretto modello societario.
Si incomincia a sbagliare quando per un eccesso” protettivo”, i genitori danno sempre ragione ai propri figli e, già a scuola, hanno un atteggiamento negativo verso gli insegnanti che sono professionalmente legittimati non solo ad insegnare, ma anche ad educare i giovani loro affidati.
Si continua poi, a commettere ulteriori errori quando si cede alle varie richieste che vengono avanzate dai figli mano , mano, che crescono , nel timore di soffocare la loro libertà.
Cioè, non si sa più se è meglio essere permissivi e quindi più tolleranti, o esigere il rispetto di quelle regole che caratterizzano la propria unità familiare.
Due sentimenti contrapposti: concedere quello che non abbiamo potuto avere, oppure responsabilizzare attraverso una presa di coscienza della propria condizione giovanile.
Come sempre, il punto di equilibrio sta nel mezzo e può essere spiegato con quella teoria psicologica della “ scala gerarchica dei bisogni”, ma soprattutto attraverso quella cura e quell’affetto che solo un vero genitore riesce a dare.
Un valore aggiunto che, recentemente, Sua Santità, papa Francesco, ha denominato “ Tenerezza “
Una parola che esprime un bisogno che ci accompagna in tutte le tappe della nostra vita ,quasi un richiamo a saper dosare sentimenti ed azioni, in un contesto societario caratterizzato dall’egoismo e dalla prepotenza.
La famiglia ,dunque, ha un ruolo ben preciso e l’altra istituzione, quella dello Stato, che ne raccoglie l’insieme, riveste una grande responsabilità.
Il messaggio educativo che pretende, lo deve saper indirizzare in un contesto che garantisca quei principi costituzionali che ne legittimano la sua funzione.
Ogni altro sistema sarebbe fuorviante, specie se disconosce quel modello familiare che sa coniugare affetto ed educazione, rispetto delle persone e delle regole, nell’unità di due persone che hanno manifestato il desiderio di stare insieme “ allevando “ la loro prole nel contesto descritto.
Un sistema, tuttavia, che deve essere in grado di garantire loro un presente e ancor più, un futuro sereno.
Renato Celeste
Pubblicato il 2013-05-03 03:18:11.
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