NOTIZIA. COME, PERCHE’
Il ruolo sociale nella comunità
Il risveglio del nostro ruolo sociale nella comunità in cui viviamo é frutto della speranza. Un messaggio mai sopito nella tradizione evangelica ripreso con un nuovo entusiasmo
Come previsto, le notizie più lette nel mese saranno ancora quelle della politica e della religione.
Le prime dovranno riuscire a trovare la “ quadratura del cerchio “ tra personalismi e programmi. Una soluzione sempre più difficile se si perde l’obiettivo di fondo che è il benessere della gente . le seconde, invece, hanno in sé un’evoluzione continua mutuata da una fede rinnovata, grazie al dono della presenza di “ Due Pastori “, certamente illuminati dallo “ Spirito “.
La situazione economica in cui versa il nostro Stato non fa sconti per una ripresa che faciliti le famiglie che ormai versano in uno stato di bisogno.
A questa situazione si aggiungono le drammatiche notizie di persone che si suicidano perché non ce la fanno più gettando nella disperazione famigliari e altre persone.
Risulta difficile, in questi casi, riprendere coscienza del proprio ruolo e la famiglia più che essere un argine, diventa un alibi per compiere dei gesti che in una condizione lavorativa normale non si compirebbero mai.
Si tratta di una di quelle situazioni analizzate nello studio del “ Suicidio “ del sociologo francese Emile Durkheim.
Lo stallo politico che ha caratterizzato il mese di marzo, denuncia la necessità di essere responsabili, insieme alla voglia di mettersi “ al servizio”, della gente.
Un messaggio chiaro che non va confuso con quello sterile della “ protesta “ verso un sistema istituzionale corrotto come sembra essere quello politico.
La Chiesa, invece, che sembrava sopita nel linguaggio dei “ mass- media “, in realtà ha ribadito la sua missione istituzionale verso gli altri, usando parole nuove eppure tradizionalmente uguali, per dimostrare con i fatti l’attualità del messaggio evangelico.
Il nuovo è apparso ai più, credenti e non, il volano che ha coinvolto tutti secondo un “ continuum “ di più pontefici, senza dimenticare l’ultimo gesto di grande umiltà di Benedetto XVI, predecessore vivente dell’attuale papa Francesco.
Un entusiasmo contagioso che rispolvera delle parole che sottointendono, speranza, perdono, misericordia, ma anche tenerezza.
Gli osservatori politici specializzati nelle comunicazioni sociali, hanno colto questa novità proponendola alla politica, per poter cogliere quel “trait- d’union” che sa porre la persona e i suoi bisogni, al “ Centro di Un Sistema “ , così come spesso si afferma, ma non si fa.
La risposta della gente , da quella acculturata a quella più semplice, dal più giovane al più anziano, non può che essere allora positiva.
I giornali, le televisioni e in genere tutti i mezzi di comunicazione di massa, hanno dedicato per tutto il mese di marzo molto spazio a eventi religiosi con, cronache, reportage e curiosità,destinate a rimanere immagini “ uniche “, nella memoria di ciascuno .
Un soffio vitale: quasi una panacea per animi depressi e portati al pessimismo.
E’ il risveglio di quel senso della vita, di quel ruolo che ognuno di noi dovrebbe” giocare” come dicono i sociologi nella sua sfera sociale ?
Forse !
Certamente è il significato di quella speranza che è comunque insita nelle nostre coscienze.
Renato Celeste
Pubblicato il 2013-05-03 07:15:14.
Questa pubblicazione è stata richiesta 353603 volte.