ANALISI E FATTI SOCIALI
L’abbandono estivo
Con l’approssimarsi dell’estate, torna di attualità il fenomeno dell’abbandono che non è solo quello degli animali, ma soprattutto quello delle persone anziane, dei bambini, e dei disabili.
Alle soglie dell’estate si ripete il tragico fenomeno dell’abbandono degli animali domestici.
Usati e coccolati, magari ricevuti in regalo a natale, diventano improvvisamente degli “ impicci “ , degli imbrogli, per i quali l’abbandono resta la soluzione più comoda.
Tanto, ci si giustifica, è solo un cane o un gatto.
Un’analisi cruda, di fatti che purtroppo sono sempre più frequenti dimenticando che l’animale, a volte, é più sensibile ed affettuoso delle persone.
Eppure, se con un occhio più attento osserviamo lo sfruttamento dell’uomo nei suoi confronti, vediamo che l’egoismo si coniuga con il denaro utilizzando, ad esempio, i cani per le scommesse clandestine, aizzando quell’istinto, che li porta ad uccidere.
Altre volte, invece, gli stessi servono per suscitare pietà per raccogliere elemosine o vengono mangiati in certi ristoranti asiatici alla moda.
E non se la passano meglio i gatti, spacciati per conigli, in certi stravaganti locali.
Fortuna vuole che ci sono anche quelli che vogliono bene a queste bestiole , facili da accontentare con un po’ di cibo e qualche carezza.
Animali, tuttavia, che diventano preziosi quando sono addestrati, per i non vedenti, per soccorrere persone in montagna, al mare o nel corso di calamità naturali, nel caso la loro vita fosse in pericolo.
Ma il loro utilizzo è frequente anche per le Forze dell’Ordine quale supporto a mezzi che, pur sofisticati, non riescono a sostituire quell’istinto primordiale, studiato dal noto zoologo ed etnologo austriaco, Konrad Lorenz , premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina nel 1973.
Un modo diverso di comportarsi, rispetto all’uomo, fino a lasciarsi morire per chi li ha coccolati e aiutati, tanto da diventare protagonisti di storie e di vicende vere spesso filmate, quasi a contrastare episodi in cui a volte uccide, perché non é conosciuto nella sua vera natura.
Quanto descritto è solo una parte di quei fatti riportati dalla cronaca che oggi è prodiga di esempi ,anche dal punto di vista pedagogico e terapeutico, quando i soggetti sono dei malati, specie bambini o individui deboli ed indifesi.
Una metodica che si chiama “ Pet Therapy” .
La stessa viene utilizzata anche negli “ hospice “ per malati terminali ed è ormai un argomento rilevante tanto da essere oggetto di una proposta di legge, per disciplinarne le regole (vedi l’apporto dell’ex ministro Michela Vittoria Brambilla).
L’analisi di questa situazione così evidente ed importante porta, tuttavia, all’altra riflessione che ha per oggetto l’abbandono di bambini o di persone anziane spesso lasciate “ in parcheggio “ in ospedali , case di cura o di riposo, all’approssimarsi delle vacanze estive.
Sono spettacoli tristi, motivati dalle più svariate esigenze che nessuno intende giudicare, anche se rappresentano una realtà vera e non nascosta.
Questo , in quanto, quell’atteggiamento di pietismo e di compassione mostrato sia per i cuccioli che per gli animali adulti, a volte è un sentimento più profondo di quello manifestato per un bambino o una persona anziana.
Sono dei fatti rilevati quotidianamente nelle varie strutture socio-sanitarie : un spettacolo triste che andrebbe corretto con un po’ più di affetto e di coccole.
Anche i bambini senza problemi, purtroppo, una volta terminate le scuole sono sballottati in diversi luoghi, a volte perché i genitori lavorano ancora, altre volte, invece, perché non essendo abituati ad averli in casa tutto il giorno, non si sopportano più.
Le strutture, pur encomiabili per risolvere certi problemi, dovrebbero essere solo di supporto alle famiglie i cui compiti sono ben definiti e non sostitutivi
Argomenti importanti, che meritano attenzione, anche se oggi la scena è dominata dall’economia, dalla crisi e dalla recessione.
Renato Celeste
Pubblicato il 2013-06-03 04:18:12.
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