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Bekhbaatar Enkhtur in dialogo con le opere della sezione himalayana del MAO Una nuova opera site specific entra a far parte delle collezioni del museo
Da martedì 14 aprile 2026
MAO Museo d’Arte Orientale Via san Domenico, 11 – Torino
A partire da martedì 14 aprile 2026, nella galleria dell’Asia centro-meridionale e Regione Himalayana del MAO, sarà visibile un’opera site specific dell’artista mongolo Bekhbaatar Enkhtur (Ulaanbaatar, Mongolia, 1994), concepita per essere posta in dialogo con le opere della collezione permanente.
Ispirata alle raffigurazioni dei leoni guardiani, figure simboliche di protezione tradizionalmente collocate all’ingresso dei templi e codificate durante le dinastie Ming e Qing - diffuse nell’Asia interna inclusa la Mongolia sotto il dominio Quing - la scultura di Bekhbaatar Enkhtur propone una reinterpretazione contemporanea dell’idea di offerta religiosa.
In Untitled (2026), realizzata in cera d’api modellata a mano, l’elemento organico – instabile e fragile - ha valore altamente simbolico: mettendo in discussione la natura della scultura come “rappresentazione della materia”, l’opera richiama concetti come l’impermanenza, l’imperfezione, la transitorietà e la perpetua mutazione della vita stessa in tutte le sue forme ed evoluzioni, profondamente radicati nella filosofia e religione buddhista.
Concepito appositamente per il MAO, l’intervento scultoreo prende avvio dal sistema iconografico tradizionale per rielaborarlo e offrirne una nuova interpretazione. Se nella tradizione il leone maschio incarna la sovranità e il controllo del regno materiale, mentre la leonessa con il cucciolo rappresenta la continuità e la trasmissione della discendenza – in un sistema simbolico che si intreccia anche con la figura del Leone delle Nevi tibetano, emblema di forza intrepida e del cosiddetto “ruggito del leone”, metafora della proclamazione autorevole dell’insegnamento buddhista – nell’opera di Bekhbaatar Enkhtur il cucciolo viene isolato e privato del leone adulto. In questo modo la struttura di autorità e protezione rimane sospesa, lasciando emergere il segno fragile e vulnerabile della continuità.
L’opera entrerà a far parte delle collezioni del MAO.
La scultura è visibile acquistando il biglietto delle collezioni permanenti e della mostra Chiharu Shiota. The Soul Trembles.
Bio Bekhbaatar Enkhtur (nato nel 1994 a Ulaanbaatar, Mongolia) vive e lavora a Torino, Italia. Ha studiato scultura all'Accademia di Belle Arti di Bologna e ha partecipato a diverse residenze artistiche, tra cui KORA – Centro d'Arte Contemporanea (Lecce, Italia), MAMbo – Museo d'Arte Contemporanea di Bologna (Bologna, Italia) e Manifattura Tabacchi (Firenze, Italia). Il suo lavoro è stato recentemente presentato in mostre personali e collettive alla Biennale di Bukhara (2025) (Bukhara, Uzbekistan); al Centro Lettone per l’Arte Contemporanea (2025) (Riga, Lettonia); alla Haus der Kulturen der Welt (2025) (Berlino, Germania); alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2024) (Torino, Italia); PinchukArtCentre (2024) (Kiev, Ucraina); Kunsthal KAdE (2024) (Amersfoort, Paesi Bassi); Palazzo Collicola (2023) (Spoleto, Italia); Fondazione Elpis (2023) (Milano, Italia); e KORA – Centro d’Arte Contemporanea (2022) (Castrignano De' Greci, Italia), tra gli altri. Enkhtur è il vincitore del Premio Illy Present Future 2023 e del Premio Speciale del Future Generation Art Prize 2023/2024.
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CHIARA VITTONE
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Pubblicato il 2026-04-16 17:52:35.
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