K-NOW!
KOREAN VIDEO ART TODAY
Chan-kyong Park, Jane Jin Kaisen, Ayoung Kim,
업체eobchae, Sungsil Ryu, Heecheon Kim, Onejoon Che e Sojung Jun
A cura di Francesca Benini e Je Yun Moon
Fino al 19 luglio 2026
Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano
MASILUGANO.CH
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Veduta dell'allestimento “K-NOW, Korean Video Art Today” MASI Lugano, Svizzera.
Foto © MASI Lugano, fotografo Luca Meneghel
© 2026, ProLitteris, Zurich. Jane Jin Kaisen
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Il Museo d’arte della Svizzera italiana presenta K-NOW! Korean Video Art Today. La mostra propone uno sguardo sulla scena artistica contemporanea della Corea del Sud attraverso la videoarte, linguaggio profondamente intrecciato alla storia del Paese e alla sua società. Il progetto al MASI intende mettere in luce l’originalità di una produzione artistica che, pur sviluppandosi in un contesto territoriale relativamente circoscritto, si è affermata negli ultimi anni come una delle più dinamiche e seguite a livello internazionale.
In un percorso immersivo, ospitato nella sala ipogea del LAC, sono presentate otto posizioni di artisti, artiste e collettivi di nuova generazione, cresciuti nell’ombra di una guerra irrisolta e nel pieno delle rapide trasformazioni della società coreana: Chan-kyong Park, Jane Jin Kaisen, Ayoung Kim, 업체eobchae, Sungsil Ryu, Heecheon Kim, Onejoon Che e Sojung Jun.
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JAPAN
CORPI, MEMORIE, VISIONI
In mostra oltre 80 opere tra fotografie e video di 16 artisti:
Asakai Yoko, Hayashi Noriko, Ishikawa Naoki, Kai Keijiro, Kawauchi Rinko,
Momose Aya, Nagashima Yurie, Nomura Sakiko, Shimonishi Susumu,
Sato Tokihiro, Sugimoto Hiroshi,Suzuki Risaku, Suzuki Ryoko,
Tomoko Yoneda, Miyagi Futoshi, Yokota Daisuke.
a cura di Filippo Maggia e Guido Comis
Fino al 7 giugno 2026
Magazzino delle Idee, Trieste
MAGAZZINODELLEIDEE.IT
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Ishikawa, Okunoto Peninsula #086, 2016, Magazzino delle Idee, Trieste
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Il Magazzino delle Idee di Trieste presenta fino al 7 giugno 2026 la mostra JAPAN. Corpi, memorie, visioni prodotta e organizzata da ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia e a cura di Filippo Maggia e Guido Comis.
La mostra di Trieste intende raccogliere attorno a tre temi – Memoria e Identità, Corpo e Corpi, Realtà e Visione – un nucleo di lavori di artisti giapponesi contemporanei che attraverso l'utilizzo delle immagini offrono una panoramica di grande respiro sull’attuale scena fotografica e video nipponica, dal dialogo con i maestri alle ricerche delle nuove generazioni impegnate a rileggere la storia recente del Giappone, interrogandosi sulle questioni di genere, sul quotidiano e usando talvolta il corpo come mezzo politico.
Se infatti la fotografia giapponese del Novecento è stata a lungo caratterizzata da un linguaggio fortemente identitario e autoreferenziale, si assiste oggi a un cambio di direzione significativo: molti artisti giovani e già affermati assumono come riferimento non solo la complessità del proprio Paese, ma anche i mutamenti globali, costruendo un dialogo serrato con temi di matrice occidentale, quali le questioni di genere, la memoria collettiva, le relazioni sociali, l’ambiente e la percezione dell’immagine.
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FRANCO PERROTTI
FROM OBJECT TO VISION
a cura di Fortunato D’Amico
Fino al 3 maggio 2026
MyOwnGallery
Superstudio Più, Milano
Con il Patrocinio di:
Segretariato Permanente dei Premi Nobel per la Pace
e
ALA Assoarchitetti & Ingegneri
In collaborazione con
NESITE - BRONDELLOERMINIO - QUADRUSLIGHT
FRANCOPERROTTI.COM
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Franco Perrotti, Dissuader, Piazza dell'Arte, Superstudiopiù, Milano, MDW2026, photo by Bruna Rotunno
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Dopo la mostra dello scorso autunno alla Fabbrica del Vapore di Milano, Franco Perrotti torna a Milano, in occasione della Milano Design Week 2026, con la mostra Franco Perrotti: From Object to Vision, negli spazi di Myowngallery e nella Piazza dell'Arte di Superstudio Più.
Designer di successo, Franco Perrotti ha firmato arredi e progetti per i più grandi brand del design internazionale ma in contemporanea ha avviato una ricerca artistica personale che lo ha condotto verso installazioni e sculture di grande impatto, capaci di affrontare temi profondi, anche politici e sociali. In questa nuova mostra curata da Fortunato D’Amico, design, arte e artigianato si intrecciano fino a diventare un unico linguaggio espressivo, un dialogo continuo tra funzione e percezione, tra artificio e natura. Superfici, luci e sedute abbandonano la funzione per diventare “visione”. Non sono più solo arredi, ma ponti tra corpo e ambiente, bussole che orientano il nostro comportamento collettivo.
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MILANO | PARMA | MANTOVA | CON AD ARTEM
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MILANO
ScopriMI
NOVE TOUR ESPERIENZIALI GUIDATI
PER SCOPRIRE MILANO CON OCCHI NUOVI
Dalla Milano romana alla città dei nostri giorni:
itinerari tematici tra archeologia, Medioevo, Leonardo, Manzoni,
Novecento, Liberty, Futurismo
e architettura contemporanea
Con il patrocinio del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Milano
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ScopriMi, Ad Artem, Milano
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Ogni weekend fino al 4 luglio Ad Artem propone ScopriMI, nove tour esperienziali guidati, per osservare la città con uno sguardo nuovo, attento e consapevole, capace di cogliere angoli nascosti, dettagli e storie che testimoniano la straordinaria ricchezza del suo patrimonio. L’obiettivo è rendere accessibile a tutti la conoscenza della bellezza artistica e della stratificazione storica di Milano, favorendo un rapporto diretto e partecipativo con la città e promuovendo l’educazione al suo patrimonio senza barriere di accesso. Attraverso esperienze coinvolgenti e partecipative, i cittadini sono invitati a vivere Milano come un laboratorio a cielo aperto, dove si incontrano memoria e scoperta.
Il progetto ScopriMI si compone di nove tour esperienziali, ognuno dedicato a un tema, tra storia, arte, letteratura e trasformazione urbana. I tour non sono semplici visite guidate, ma esperienze che trasformano i partecipanti in protagonisti attivi della scoperta. Attraverso percorsi curati dalle guide di Ad Artem, Milano viene raccontata come una città stratificata, in cui ogni epoca continua a dialogare con il presente. I partecipanti sono coinvolti in attività interattive, workshop e momenti di osservazione guidata: senza la loro partecipazione attiva la visita non potrebbe proseguire. Grazie a un kit di materiali progettato appositamente per l’esperienza, ogni gruppo è invitato a osservare, interpretare e “leggere” la città con sguardo critico e creativo.
I tour esperienziali si tengono ogni weekend fino al 4 luglio 2026: il calendario propone 4 appuntamenti tra sabato e domenica, oltre a uno infrasettimanale nell’orario serale di mercoledì.
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MILANO
VISITE GUIDATE ALLE MOSTRE:
Kiefer. Le Alchimiste
Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi
Fino al 27 settembre 2026
Metafisica/Metafisiche
Palazzo Reale
Fino al 21 giugno 2026
Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio
Palazzo Reale
Fino al 17 maggio 2026
INFO
ADARTEM.IT
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Kiefer. Le Alchimiste. Milano, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi. Installation view © Ela Bialkowska, OKNO Studio
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Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio - Installation view ©Andrea Avezzu
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Allestimento Palazzo Reale Metafisica/Metafisiche - Ph Lorenzo Palmieri, particolare dell'opera di opera di Francesco Vezzoli
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PARMA
VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA:
BERNARDO BERTOLUCCI. IL NOVECENTO
Fino al 26 luglio 2026
Palazzo del Governatore, Parma
INFO
ADARTEM.IT
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Locandina del primo atto del film Novecento, regia di Bernardo Bertolucci, 1976
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Fino al 26 luglio 2026, il Palazzo del Governatore di Parma apre le sue sale a una grande mostra dedicata al capolavoro Novecento di Bernardo Bertolucci in occasione dei cinquant’anni dalla sua uscita nelle sale. L’esposizione invita i visitatori a entrare dietro la cinepresa del regista parmense, reinterpretando la pellicola del 1976 come chiave di volta privilegiata per leggere il secolo breve nelle sue questioni fondamentali.
Attraverso materiali originali, fotografie, documenti d’archivio, sceneggiature e sequenze, il percorso celebra l’instant classic del regista parmense, guidando il pubblico alla scoperta del film e della capacità di Bertolucci di intrecciare memoria, storia, politica, letteratura e arti visive dell’epoca. La mostra offre così un ampio sguardo sul rapporto tra settima arte, cultura e società, evidenziando il doppio filo che lega il regista alla sua città natale, Parma, tra radici personali e visione internazionale.
Grazie a un allestimento tridimensionale, che accosta immagini, narrazioni letterarie e tracce audio, il percorso conduce il visitatore a immergersi nel Novecento e nelle sue trasformazioni, aprendogli al contempo la possibilità di riflettere sui grandi temi storici, culturali e artistici che dagli anni Settanta ad oggi continuano a influenzare la società. Le visite guidate proposte da Ad Artem accompagnano il pubblico in questa esplorazione, trasformando la mostra in uno spazio di scoperta, confronto e di dialogo, in cui il cinema diventa strumento di osservazione e comprensione del mondo.
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MANTOVA
VISITA GUIDATA DELLA
SONNABEND COLLECTION
Tra gli artisti della collezione:
Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Mario Schifano,
Michelangelo Pistoletto, Roy Lichtenstein, Andy Warhol,
Sol LeWitt, Robert Morris, Bruce Nauman, Jannis Kounellis,
Gilberto Zorio, Gilbert & George, Bernd e Hilla Becher, Anselm Kiefer, A.R. Penck, Haim Steinbach, Jeff Koons
Palazzo della Ragione
Mantova
INFO
ADARTEM.IT
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Andy Warhol, Ileana Sonnabend, 1973. Acrilico e serigrafia su tela, 2 pannelli, 102 x 102 cm.
In prestito dalla Sonnabend Collection Foundation. © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2025
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Ad Artem accompagna i visitatori a Mantova, in un percorso tra l’arte contemporanea e le meraviglie rinascimentali della città, per scoprire e raccontare la Sonnabend Collection Mantova, una delle collezioni private più significative del Novecento, con opere di Johns, Rauschenberg, Lichtenstein, Warhol, Pistoletto, Schifano, Koons e molti altri protagonisti della scena artistica internazionale.
Aperta lo scorso novembre e ospitata nel rinnovato Palazzo della Ragione, la Sonnabend Collection Mantova è il nuovo museo di arte contemporanea che raccoglie la collezione costruita da Ileana e Michael Sonnabend e dal figlio adottivo Antonio Homem, capace di raccontare i grandi movimenti artistici della seconda metà del XX secolo, unendo il panorama europeo e quello americano. Un itinerario che tocca Pop Art, Minimalismo, Arte Povera, fotografia e performance, in un dialogo che restituisce l’energia e la visione di una delle galleriste più influenti del Novecento.
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YES WE FLUXUS!
PARTY CHIARI & AMICIZIE FLUXUS
Giuseppe Chiari
e incursioni di artisti del movimento Fluxus ed extra Fluxus
a cura di Paolo Emilio Antognoli
In occasione del cinquantenaire della Galleria
Fino al 7 giugno 2026
Galleria Susanna Orlando
Pietrasanta (LU)
GALLERIASUSANNAORLANDO.IT
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Party Chiari & Amicizie FLUXUS 2026, exhibition view Galleria Susanna Orlando, Pietrasanta. Photo by Mattia Taddei
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Per celebrare i cinquant’anni della sua galleria, Susanna Orlando rende omaggio a Firenze, sua città natale, con la mostra Yes We Fluxus! Party Chiari e Amicizie Fluxus partendo dall’artista Giuseppe Chiari anch’esso fiorentino. Artista visivo, musicista, pianista e compositore, Chiari è stato una figura chiave in Italia del movimento Fluxus e ha profondamente ridefinito, nella seconda metà del Novecento, il rapporto tra musica, gesto e arti visive. Di Giuseppe Chiari (Firenze, 26 settembre 1926 – Firenze, 9 maggio 2007) ricorre quest’anno il centenario dalla nascita e nel 2027 il ventennale dalla scomparsa.
Il progetto prende avvio da un nucleo centrale di 16 opere inedite e di grande pregio di Giuseppe Chiari, provenienti da un atelier fiorentino dove l’artista amava trascorrere il suo tempo. Attorno a questo corpus si costruisce un dialogo vivo con lavori di artisti internazionali e performer, legati all’area Fluxus e non solo, in relazione diretta o ideale con la figura di Chiari. L’accostamento tra opere diverse si configura come un vero e proprio contrappunto visivo, capace di generare un ideale concerto espositivo. Un insieme dinamico che, nello spirito del movimento internazionale, rinnova quell’idea di flusso continuo e coinvolgente in cui arte e vita si incontrano e si fondono.
Ay-O , Joseph Beuys, George Brecht, John Cage, Philip Corner, Robert Filliou, Geoffrey Hendricks, Milan Knížák, George Maciunas, Charlotte Moorman, Yoko Ono, Nam June Paik, Ben Vautier, Giancarlo Cardini, Gianni Melotti, Carlo Battisti.
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TRACCE
di Davide Dall’Osso
Mostra di arte diffusa a Cernobbio
a cura di Francesca Bogliolo
Fino al 4 ottobre 2026
Secondo appuntamento del progetto triennale
Ombre e Presenze
Promosso dal Comune di Cernobbio e dalla Galleria GALP
GALLERIA-GALP.IT
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Davide Dall'Osso, Tracce, Cernobbio, photo by Mario Teli
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Ombre e Presenze è il progetto triennale ideato dal Comune di Cernobbio e dalla Galleria GALP concepito come un percorso di ricerca artistica dedicato ai temi della presenza e dell’assenza, della materia e della sua dissoluzione nello spazio. Il progetto si articola in tre mostre di arte diffusa, ciascuna della durata di circa sei mesi, che vedono protagonisti tre artisti contemporanei, chiamati a interrogare il pubblico sul significato dell’essere “qui e ora”, nel rapporto tra corpo, ambiente e percezione. Dopo la prima edizione del 2025 dedicata a Stefano Bombardieri e ai suoi famosi e imponenti rinoceronti e altri animali (Stefano Bombardieri. Il viaggio del rinoceronte e il paradosso del tempo, a cura di Anna Lisa Ghirardi) che hanno popolato le vie di Cernobbio, il secondo capitolo del progetto è ora affidato alla leggerezza delle opere di Davide Dall’Osso, artista che ha messo il proprio talento a servizio della sostenibilità ambientale, trasformando materiali di scarto industriale in sculture di forte intensità poetica. Attraverso un uso magistrale delle trasparenze e delle stratificazioni materiche, Dall’Osso dà vita a opere che sembrano però sospese tra presenza fisica e immaterialità, fondendosi con lo spazio che le accoglie.
infopoint@comune.cernobbio.co.it
Presentazione catalogo mostra TRACCE Davide Dall’Osso Venerdì 22 maggio 2026 Villa Bernasconi, Largo A. Campanini, 2, Cernobbio Catalogo edito da Edizioni Delfino del Moro; a cura di Galleria Galp; grafica di Veronica Cicirello; testo critico di Francesca Bogliolo; foto di Studio Simonetti.
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QUASI UN PARADISO
FOTOGRAFIA DELL’ERA COLONIALE
NELL’ARTE CONTEMPORANEA
Museo Rietberg
Zurigo, CH
Fino al 6 settembre 2026
RIERBERG.CH
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Wendy Red Star, Spring – Four Seasons, 2006 © Wendy Red Star, per gentile concessione dell’artista; collezione del Newark Museum of Art
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Il Museo Rietberg presenta la Quasi un paradiso. Fotografie dell'era coloniale nell'arte contemporanea collettiva che, per la prima volta, esplora in modo completo questo fenomeno nell’arte contemporanea globale. Artisti di fama internazionale provenienti – o appartenenti alle diaspore – di Africa, Americhe, Asia, Australia e Oceania lavorano con materiale visivo dell’era coloniale. Le loro opere – poetiche, critiche, visionarie – indagano come tali immagini definiscano identità, storia, senso di appartenenza e come possano essere reinterpretate. Queste opere rivelano un potere di guarigione che trascende i contesti storici specifici e che può toccare ciascuno di noi.
Un gruppo di venti artisti rinomati esplora lo stato attuale di questo patrimonio fotografico attraverso quattro sezioni tematiche, agendo come archivisti, come contro-sguardo al punto di vista coloniale, come forze protettive e come potenti narratori che danno spazio a storie nascoste. Composte da fotografie, tessuti, film e sculture, le loro opere espandono i confini del medium fotografico e intrecciano domande legate alla propria identità e alle memorie collettive.
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TALLULAH STUDIO ART PRESENTA
Between Evidence and Illusion:
Rethinking the Authority of the Image Never Seen the Light
di Phillip Toledano
Anteprima italiana
The Phair – PHOTO ART FAIT
OGR Torino
22-24 maggio 2026
TALLULAHSTUDIOART.COM
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Phillip Toledano, Never Seen the Light , for Tallulah Studio Art
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Tallulah Studio Art presenta in anteprima italiana Never Seen the Light, il nuovo progetto di Phillip Toledano, in occasione di The Phair Photo Art Fair presso OGR Torino. Esposto per la prima volta al Fotografiska Berlin alla fine di marzo, dove è attualmente in mostra fino alla fine di maggio, il progetto si configura come una riflessione critica sullo statuto dell’immagine fotografica nell’era delle tecnologie generative. Attraverso una costruzione narrativa complessa e stratificata, Never Seen the Light interroga i presupposti di autenticità, memoria e veridicità su cui si è storicamente fondata la fotografia, mettendo in luce la crescente instabilità del rapporto tra immagine e realtà.
La mostra si sviluppa come una narrazione accuratamente orchestrata: una serie di fotografie in bianco e nero attribuite a Edward Trevor, nome d’arte del padre dell’artista, viene presentata come un archivio inedito, presumibilmente realizzato nella New York degli anni Quaranta. Rinvenute tra gli effetti personali del padre scomparso, le immagini si offrono allo sguardo come documenti storici, caratterizzati da una rigorosa coerenza formale e da una profonda adesione ai codici visivi della fotografia documentaria delle origini. Eppure, questo presupposto è interamente fittizio. Tutte le immagini di Never Seen the Light sono generate attraverso intelligenza artificiale. Non esistono negativi, né una macchina fotografica, né un evento originario. Ciò che appare come memoria ritrovata si rivela essere una costruzione: un archivio senza origine e un passato che non è mai esistito.
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STUDIO BATTAGE
Margherita Baleni | + 39 347 4452374 | margherita.baleni@battage.net |studiobattage.com | @studiobattage
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