NOTIZIA: COME PERCHE’
Fiducia e speranza, non solo parole, ma anche dei fatti in grado di coinvolgere il mondo sanitario
Ci siamo: anche questo mese, ormai autunnale, ci porterà delle novità che sono nelle aspettative e nelle speranze di ognuno di noi.
Il balletto politico è ormai all’ordine del giorno e, per vedere la parola “ Fine “, occorrerà ancora del tempo.
Troppe tensioni, invidie, sete di potere, stanno avvelenando la nostra vita civile e con essa i pensieri per una pronta ripresa che non sia solo quella economica.
“ Il ciclone Francesco” capo della Chiesa e della Spiritualità, nel suo ruolo di Pontefice, intanto, sta rivoluzionando un po’ tutto nel segno del vangelo, donando fiducia e speranza alle diverse classi sociali, ai poveri, agli emarginati, alle personalità più fragili.
Una lezione per una società sempre più suggestionata dai “ mass media “ e per quel gruppo dirigente incapace di prendere delle decisioni e di assumersi delle responsabilità.
Intanto altre notizie hanno dominato le scene delle ultime cronache e, tralasciando quelle di cronaca nera e dei gialli senza soluzione, troviamo quelle relative alla nuova deontologia professionale, che coinvolge il mondo sanitario.
Diversi errori, denunce, episodi di malasanità, fanno gridare allo scandalo scoraggiando studenti e aspiranti medici ( troppi per la nostra popolazione) ad intraprendere una professione, da un lato, con un’alta valenza umana e dall’altra ambita per il probabile guadagno.
Una giustificazione, quest’ultima, motivata da sacrifici, lunghi studi e specializzazioni che all’inizio della carriera non sono compensati in modo equo.
Raggiunto, pertanto, un livello di credibilità attraverso quello che si dice essere diventato, “un nome noto“, cresce la tentazione di dimenticare (non per tutti) quella motivazione umana che aveva indotto il neo medico ad aderire al “ Giuramento di Ippocrate “.
In questo secondo caso occorre sborsare molto denaro per potersi curare, perché, “ solo chi ha i soldi ” può permettersi dei vantaggi o delle preferenze, specie nell’eventualità di un ricovero ospedaliero.
Un sottobosco sanitario dove sono utili anche altre conoscenze, purché in grado di “ raccomandarci “ durante la degenza.
In realtà è un modo di fare che è consueto anche in altri settori della vita civile, ma qui è più macroscopico perché lede quel “ diritto alla salute “ garantito dalla nostra Costituzione.
Da qui i primi passi verso tutti i cittadini attraverso una rinnovata deontologia professionale che ci fa chiamare, ad esempio, con la dignità di una ” persona assistita “ e non più con quella anonima di un paziente o di un numero
Le parole, certamente, non sempre riescono a cambiare i fatti, ma spesso sono un inizio per costruire quella corretta relazione, medico- persona malata-, necessaria per conoscere i bisogni fisici e psicologici dell’assistito.
In fondo, si tratta di saper costruire quella fiducia e quella speranza alla quale siamo ormai abituati a conoscere , grazie a quel “ ciclone “, noto come Papa Francesco.
Renato Celeste
Pubblicato il 2013-10-01 07:42:55.
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